il Museo virtuale del fiordo - la cartiera
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la
fabbrica di carta del Fiordo di Furore
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Matteo Camera, noto studioso della costiera amalfitana, è il primo a segnalare, nel 1836, la presenza, nel Fiordo, di un mulino e di una fabbrica di carta. La ragione di questa presenza è certamente da ascriversi alla buona accessibilità dal mare. Le comunicazioni terrestri, infatti, data l'orografia e l'asprezza del suolo, erano proibitive . Il Fiordo, da questo punto di vista, costituiva un buon approdo, protetto dai venti e dal mare aperto. La Cartiera era ospitata in tre locali situati al piano terra dell'edificio ai cui piani superiori erano ubicati l'alloggio del mugnaio e il mulino. Essa produceva, prevalentemente, carta "emporetica" e, cioè, carta pesante da bottega, adatta agli usi commerciali, ma, quando le cartiere di Amalfi subirono un periodo di crisi, venne qui prodotta anche carta di alta qualità. Nei tre locali si svolgevano funzioni differenti. Nel primo, a cominciare da destra, erano ubicate tre vasche per la macerazione della carta. La pasta posta a macerare veniva rimescolata con particolari mulini detti "a pestelli" che, collegati ad un albero, mosso da una ruota idraulica, si muovevano alternativamente dall'alto verso il basso "pestando" la pasta nelle vasche di pietra. Nel locale posto al centro era ubicata una grande vasca di pietra, alimentata da una fontana, detta "tino". Nel tino erano posti gli stracci di cotone a macerare. Gli stracci erano uno degli "ingredienti" principali per la fabbricazione della carta. Nell'ultima stanza, sulla sinistra, era, con molta probabilità, collocato il torchio (o "soppressa") il cui compito era quello di strizzare la carta per liberarla rapidamente del contenuto di acqua. La carta, dopo aver subito tutte le lavorazioni in questi locali veniva portata nello Stenditoio ad asciugare ed ad essere lisciata a mano.
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