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In questa sezione vengono presentate alcune immagini dei modelli di macchine presenti nei locali del Fiordo ricostruiti in VR. Alcune macchine sono ancora presenti nei locali della cartiera di "Portella" e nell'edificio del Mulino anche se ridotte in pessime condizini dall'abbandono e dall'incuria di moltissimi anni. Molte altre sono state ricostruite facendo riferimento a meccanismi simili esistenti in zona ed alle indicazioni provenienti dalla letteratura specifica di settore. La macchina più caratteristica è certamente il torchio (o "soppressa") cui era affidato il compito di effettuare le prime spremiture delle pile di carta. La soppressa era costituita da un robusto telaio in legno a massello che aveva il compito di reggere un'asta filettata alla quale era collegata una piastra metallica. La carta, raccolta in pile, veniva posta su di un piano orizzontale e pressata dalla piastra metallica collegata all'asta filettata. Torchi e apparecchi per stendere la carta ad asciugare potevano essere situati negli stessi locali così come viene detto anche nell'Encyclopedie di Diderot e D'Alambert. Si possono, così, ipotizzare sistemazioni attendibili, valide in generale e, nel caso particolare di Furore. Altre macchine importanti nel ciclo di produzione della carta sono i mulini adatti al rimescolamento della pasta, ottenuta dalla macerazione degli stratti in appositi tini. I mulini, generalmente hanno una struttura come quella che segue: Il mulino qui rappresentato ha come suo principale elemento caratterizzante una grande ruota idraulica verticale mossa dall'acqua che spinge le grandi pale situate sul suo bordo esterno. Il moto della ruota si trasmette al suo albero che, tramite due ruote dentate più piccole, pone in moto due ruote di diametro intermedio. Queste, a loro volta, generano il moto di tre alberi ciascuna che vanno a smuovere in continuazione, mediante cestelli cilindrici, la pasta in altrettante vasche.
Nel caso di Furore le vasche di rimescolamento sono ricavate da blocchi monolitici di pietra mentre il mulino che effettua il rimescolamento della pasta è del tipo "a pestelli". L'acqua, recuperata dopo la caduta nella torre piezometrica, viene incanalata, in due vortici, verso la cartiera e qui muove una o due ruote idrauliche che mettono in moto il meccanismo dei pestelli. Questi, con movimenti alternativi, effettuano il rimescolamento della pasta nelle vasche di pietra. |