il territorio

Il territorio costiero amalfitano in una splendida rappresentazione dell'ingegnere Luigi Giordano del 1840 circa.

 

Il significato principale che il territorio di Furore assumeva nel passato, era legato sostanzialmente alla forte pendenza del costone roccioso su cui erano arroccate le case che rendeva lento e faticoso il procedere dal livello del mare alla sommità, nell'entroterra, verso Agerola.

I percorsi, costituiti prevalentemente da scale e sentieri che s'inerpicavano in salita, permettevano una serie di scambi e relazioni tra gli uomini che, oggi, data la forte presenza delle strade carrabili, sono passati decisamente in secondo piano. Al movimento di salita,che si svolgeva a piedi, lento e misurato , trasversalmente rispetto al corpo allungato della penisola sorrentina, si è sostituito quello carrabile in senso longitudinale, di scorrimento veloce.

La statale che percorre la costiera e conduce verso Amalfi, permette una visione panoramica del paesaggio ma, inevitabilmente, finisce per gerarchizzare i luoghi, esaltandone alcuni ed escludendo, drammaticamente, altri dalla vista del visitatore.

Così Furore è stato spezzato in due: da un lato la sua marina (il Fiordo, cioè), percepibile come "orrido", straordinario fenomeno naturalistico isolato e, dall'altro, il paese, con le sue case disseminate lungo il costone, praticamente "invisibile" per chi viaggia lungo l'amalfitana.

 

 
La planimetria attuale del territorio comunale di Furore

Nella planimetria si distinguono:

  • le strade statali in marrone
  • le strade comunali in grigio
  • i sentieri e le scale in rosso
  • le case in nero
  • con il tratto puntinato in magenta il confine comunale
  • con la campitura in verde il vallone di Furore comunemente conosciuto come "Fiordo"
  • con il tratto in azzurro il livello del mare
 


 

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